Nell'Islam, Gesù è considerato uno dei più grandi profeti e messaggeri di Dio. Conosciuto come 'Isa' in arabo, è venerato per i suoi insegnamenti di amore, compassione, umiltà e rettitudine. I musulmani credono che sia nato dalla Vergine Maria attraverso una nascita miracolosa che trascende la comprensione umana. Tuttavia, respingono la credenza cristiana che egli sia il Figlio di Dio o faccia parte di una Trinità. Invece, lo considerano solo un essere umano inviato da Dio per guidare l'umanità sulla via della rettitudine. Secondo le scritture islamiche, Gesù ha compiuto diversi miracoli durante la sua vita, come la guarigione dei ciechi e la resurrezione dei morti, tutti attraverso il potere di Dio. Infatti, i musulmani credono che Gesù tornerà alla fine dei tempi per ripristinare la giustizia nel mondo e sconfiggere le forze del male. Gesù ha una posizione centrale nell'Islam: i suoi messaggi sono stati parte integrante della formazione delle credenze e delle pratiche musulmane fino ai giorni nostri.
Nell'Islam, Gesù non è considerato il figlio di Dio. Invece, è considerato un profeta e messaggero di Allah, inviato per guidare l'umanità sulla retta via. Le credenze islamiche sostengono che l'unicità di Allah non può essere condivisa da altri sotto forma di figli o partner. Sebbene i musulmani riferiscano Gesù e i suoi insegnamenti, respingono l'idea che sia divino o abbia qualsiasi associazione con Dio in termini di parentela. Il Corano sottolinea che credere nella Trinità o nella divinità di Gesù è un grave peccato contro il monoteismo. Inoltre, i musulmani credono che Gesù non sia stato crocifisso, ma invece sia stato elevato direttamente in cielo da Dio, e che qualcun altro sia stato erroneamente giustiziato al suo posto. Nel complesso, pur riconoscendo e rispettando l'importanza di Gesù come profeta nella loro fede, i musulmani non lo considerano il figlio di Dio né parte di una trinità divina.
Gesù era la via, la Verità e la vita? L'Islam sostiene che Gesù fosse un profeta di Dio e un messaggero della verità, ma si discosta dalla dottrina cristiana quando si tratta della credenza che fosse la via, la Verità e la vita. Gli insegnamenti islamici enfatizzano che tutti i profeti sono stati inviati da Dio con messaggi unici per tempi e comunità specifici, quindi, sebbene Gesù abbia avuto un ruolo significativo nel ricordare alle persone di volgersi a Dio con cuori sinceri, non era l'unico percorso per raggiungerlo. Invece, l'Islam insegna che la salvezza risiede nell'aderire alle parole di Maometto come trasmesse da Allah attraverso la rivelazione. I musulmani rispettano Gesù come una figura santa che predicava compassione e misericordia per tutti, ma la loro fonte ultima di guida è la sacra scrittura coranica, che delineava un messaggio completo di culto e condotta retta, oltre a credenze escatologiche su ciò che accadrà alla fine dei tempi.
Nell'Islam, Gesù è considerato un profeta rispettato e messaggero di Allah. È anche conosciuto come la parola di Dio, o Kalimatullah, poiché è nato attraverso il potere miracoloso della parola pronunciata da Allah. Il Corano afferma che Gesù ha portato una guida divina all'umanità, predicando amore e compassione per tutte le persone. Tuttavia, le credenze musulmane su Gesù differiscono da quelle del cristianesimo in quanto i musulmani non lo vedono come il figlio di Dio, né credono nella sua crocifissione e risurrezione. Piuttosto, credono che sia stato miracolosamente elevato in cielo prima che i suoi rapitori potessero farlo del male. Inoltre, i musulmani credono che la loro fede completi e superi le tradizioni religiose precedenti e accettino gli insegnamenti di Gesù all'interno di un quadro più ampio del monoteismo islamico. Pertanto, quando i musulmani si riferiscono a Gesù come la parola di Dio, riconoscono il suo status profetico all'interno dell'Islam sottolineando al contempo la sua relazione unica con l'enunciazione divina di Allah.
Dal punto di vista islamico, Gesù è considerato un profeta e una figura rispettata nella storia spirituale. Tuttavia, i musulmani respingono l'idea che Gesù sia Dio o il figlio di Dio, in quanto inferiore alla suprema autorità di Allah. Invece, essi sostengono la fede nel monoteismo, che afferma che c'è un solo vero Dio - Allah. I musulmani tengono in grande considerazione Gesù come un importante messia e messaggero di Allah, nato miracolosamente ma designato come essere umano privo di proprietà divine. Nell'Islam, sottolineare che Gesù è nato senza alcun legame filiale con la divinità significa sottomettersi alla volontà di Dio e comprendere la sua Unicità. Inoltre, il Corano insegna che idolatrare qualcuno oltre ad Allah costituisce blasfemia (shirk) - un peccato imperdonabile. Pertanto, da un punto di vista islamico,"Negare la natura divina di Gesù non diminuisce la sua posizione unica come stimato Profeta e custode delle credenze musulmane negli insegnamenti etici come compassione, uguaglianza e giustizia."
Nell'Islam, Gesù è riconosciuto come un grande profeta e messaggero di Allah, ma non come il figlio di Dio. Invece, è considerato un essere umano che è stato grandemente benedetto da Dio con miracoli ed insegnamenti per la guida dell'umanità. Sebbene ci siano diverse interpretazioni all'interno della teologia islamica, la maggior parte concorderebbe sul fatto che Gesù non fosse divino né rappresentasse lo spirito di Dio nel modo in cui è inteso nel Cristianesimo. Piuttosto, i musulmani credono che lo spirito di Dio sia presente in tutta la creazione e accessibile all'umanità attraverso la preghiera e le pratiche spirituali. Pertanto, sebbene Gesù occupi una posizione importante nella teologia islamica, il suo ruolo è distinto da quello descritto dai cristiani, che lo vedono come pienamente umano e pienamente divino. Altri miracoli attribuiti a Muhammad includono la sua capacità di prevedere eventi futuri, la sua guarigione dei malati e la sua divisione della roccia a Hira. Tuttavia, alcuni studiosi musulmani respingono questi resoconti come esagerati o inventati. In conclusione, la questione se Maometto abbia avuto miracoli nell'Islam è complessa e continua ad essere dibattuta tra gli studiosi. Mentre alcuni credono nella verità letterale dei miracoli riportati, altri li vedono come espressioni metaforiche del potere e dell'autorità spirituale di Muhammad. Indipendentemente dall'interpretazione, questi miracoli servono come potente simbolo del ruolo di Maometto come messaggero di Allah e forza guida per i musulmani di tutto il mondo.
Dal punto di vista musulmano, l'affermazione "il Padre ed io siamo uno" può essere compresa facendo riferimento all'unità di Allah (SWT). Nell'Islam, c'è il concetto di Tawhid, che significa la fede nell'unità e nell'unione di Allah. L'affermazione può anche essere interpretata come un modo per gli individui di avvicinarsi ad Allah sviluppando un rapporto più forte con Lui attraverso amore, timore ed obbedienza. Questa comprensione conferma che i musulmani credono nella completa unicità e indivisibilità di Dio, senza partner o associati. L'idea che siamo uno con Allah non è destinata ad implicare alcuna forma di divinità o potere intrinseco; piuttosto, trasmette umiltà e sottomissione nei Suoi confronti. Come proclamato dal Profeta Muhammad (PBUH): "Allah ha detto: Chi conosce se stesso, conosce il suo Signore." Conoscendo noi stessi e riconoscendo la nostra dipendenza da Lui, ci colleghiamo alla misericordia, alla compassione e alla guida di Allah.
Secondo le credenze islamiche, l'affermazione "Nessuno può vedere Dio se non attraverso Gesù" va contro il concetto fondamentale di Tawheed o unità di Dio. Sebbene i musulmani venerano molto il Profeta Gesù come messaggero di Allah, non lo considerano divino né un mediatore tra gli esseri umani e Dio. Piuttosto, l'Islam insegna che ogni individuo ha un accesso diretto a Dio attraverso preghiere sincere e culto senza bisogno di un intermediario. Il Corano menziona in numerosi versi che Allah è Onniveggente e Onnipresente, implicando che Egli è sempre presente e attento alle suppliche delle sue creature. Pertanto, l'idea che solo attraverso Gesù si possa percepire Dio non è accolta nell'Islam poiché va in contrasto con la fede nel monoteismo sostenuto dai musulmani in tutto il mondo.
Devo chiarire che nell'Islam Gesù è considerato uno dei profeti e messaggeri di Dio più rispettati, ma non come immagine di Dio. I musulmani credono nell'assoluta unità di Dio e respingono qualsiasi forma di rappresentazione fisica o analogia per definirlo. Come menzionato nel Corano, Allah (Dio) è al di là della comprensione umana e la sua natura non può essere paragonata a nulla all'interno della creazione. Pertanto, anche se Gesù è riverito nell'Islam, è comunque considerato un profeta umano inviato da Dio per guidare l'umanità verso la rettitudine e la verità. Gli studiosi musulmani considerano erroneo equiparare Gesù alla divinità o associarlo a qualsiasi qualità metafisica che coinvolga l'essenza o la forma di Dio. Tuttavia, il rispetto degli insegnamenti e del messaggio di Gesù costituisce un pilastro essenziale della fede islamica, dell'armonia e della convivenza con altre comunità di fede in tutto il mondo.
Come pilastro fondamentale dell'Islam, pregare cinque volte al giorno è considerato essenziale per ogni musulmano. La preghiera, o Salat, svolge un ruolo centrale nel plasmare la routine quotidiana dei musulmani e funge da regolare promemoria della loro devozione ad Allah. L'importanza della preghiera va oltre il soddisfacimento degli obblighi religiosi; essa consente anche ai musulmani di approfondire la loro connessione spirituale con Dio, cercare perdono per i loro peccati e ottenere pace e tranquillità. Inoltre, la preghiera favorisce la coesione sociale riunendo le comunità nelle preghiere congregazionali nelle moschee. Essa offre ai musulmani l'opportunità di riflettere sullo scopo della vita e allinearsi con gli insegnamenti del Profeta Muhammad (che la pace sia su di lui). Pertanto, pregare cinque volte al giorno non è solo importante ma anche necessario per ogni musulmano per mantenere una fede forte e condurre una vita pacifica.
Dal punto di vista islamico, Gesù non fu effettivamente crocifisso, ma invece ascese al cielo prima della sua esecuzione. Secondo il Corano, nel capitolo 4, versetto 157, si afferma che "non lo uccisero e non lo crocifissero, ma qualcun altro fu reso simile a lui". Questo suggerisce che una persona che assomigliava a Gesù fu erroneamente crocifissa al suo posto. Gli studiosi islamici credono che questo evento di risurrezione faccia parte del piano di Allah per la sua vita e rifletta il potere e la misericordia ultimi di Dio. Il concetto di Cristo come Dio o figlio di Dio è anche respinto nell'islam, dove è considerato uno dei molti profeti inviati da Allah per guidare l'umanità verso la rettitudine. Pertanto, sebbene i musulmani considerano Gesù come una figura importante nella loro tradizione di fede, la loro comprensione della sua vita e della sua morte differisce significativamente dalle credenze cristiane su questi eventi.